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metà strada tra il Mar Ionio e il Mare Adriatico,
nelle Murgie Meridionali, si erge Martina Franca,
conosciuta anche come il “tetto” della provincia
di Taranto per i suoi 500 metri in Altezza ai confini
tra le province di Bari e di Brindisi. Arrivando da
Locorotondo, di fronte in alto si vede Martina
Franca con la sua struttura architettonica
e le sommità
delle sue chiese, mentre sui lati della strada i versanti
sono coperti di ulivi e opulenti vigneti, colline verdeggianti
di pini che rendono il paesaggio magnifico ed imponente.
Ed in questa natura della valle tra vigneti a alberi
di ulivi, ci sono i trulli con i loro coni bianchi a
rendere ancora più pittoresco il paesaggio, trulli
incorniciati da muretti a secco, confini inalterabili
di questa area geostorica, e collegati tra di loro da
una miriade di strade, tratturi e sentieri fino a formare
una immensa rete di comunicazione per tutto questo territorio. |
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La città,
all’interno della sua parte più antica,
splende per i suoi monumenti d’arte, sontuosi
palazzi, artistiche chiese, e per la storia di un popolo
che ancora cammina tra gli stretti vicoli e strade in
pietra che odorano di secoli passati.
Le origini di Martina sono ancora poca chiare, alcuni
storici locali affermano che la città fu fondata
nel IV Secolo, Filippo d’Angiò, Principe
di Taranto, su un precedente insediamento di Tarantini
che nel X Secolo per sfuggire alle invasioni Saracene,
avevano trovato rifugio in queste terre e dato vita
a un villaggio sulla montagna di San Martino. Filippo
d’Angiò favorì l’espansione
del villaggio concedendo ai suoi abitanti delle franchigie,
da qui derivò il nome franca mentre Martina
come segno di devozione al Patrono della città
e alla montagna che era stata il primo rifugio dei coloni.
Intorno al 1310, Filippo d’Angiò, fece
costruire una cerchia di mura, a difesa di quattro casali
(Montedoro, san Martino, santa Teresa e san Pietro dei
Greci), e fù così che Martina
Franca fu dotata in un impressionate sistema
difensivo posto a metà strada tra Taranto e Monopoli. |
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Nel
1507, Martina Franca divenne un feudo
della Famiglia Caracciolo, nobili Napoletani.
Le concessioni concesse da Filippo d’Angiò
avevano tenuto Martina Franca al di fuori del gioco
feudale, ma l’avvento dei Duchi Caracciolo coadiuvati
dalle ricche famiglie della città, attraverso
una nuova politica fondata sulla pressione tributaria
e daziaria, portarono al dissolvimento del precedente
sistema di franchigie. L’instaurazione di questa
nuova politica aggressiva, culminò nel 1647 con
una rivolta da parte degli abitanti di Martina
Franca, capeggiati da Capodiferro, contro la
famiglia Caracciolo, che però riuscirono a sedare
la ribellione ed a restare al potere sino al 1806. |
Nonostante
le loro politiche tributarie, Martina Franca
conobbe un periodo di sviluppo economico sia per l’agricoltura
che per l’allevamento del bestiame, e soprattutto
i Caracciolo contribuirono alla ristrutturazione
del centro storico traformandolo in un nuovo e splendido
centro urbano. E’ durante questo periodo che Martina
Franca diventa la capitale del Barocco della
provincia di Taranto.
Molti critici hanno asserito che il Barocco Martinese,
per la sua unicità e bellezza, assume un tratto
distintivo ed originale grazie alle connotazioni stilistiche
e alla grazia delle sue forme.
I Caracciolo senz’altro contribuirono a questo
originale sviluppo artistico ed il Palazzo Ducale, costruito
sulle rovine di un vecchio castello ne è una
testimonianza. Il progetto del Palazzo Ducale, che secondo
alcuni storici locali, avrebbe dovuto essere realizzato
dal Bernini ( anche se sembra che gli fu solo chiesta
una consulenza stilistica), fu opera di Giovanni Andrea
Larducci.
Nelle ampie stanze del Palazzo Ducale, che oggi ospita
il Comune della città, è possibile ammirare
i magnifici affreschi illustrati di Domenico Carella
da Martina. Un capolavoro Barocco è la Basilica
di San Martino (1737), con la magnifica facciata verticale,
corredata di particolari fregi, di nicchie con i santi
ed dalla prorompente immagine del santo protettore della
città. Altri importanti esempi del Barocco locale
possono essere ammirati nelle Chiese di San Domenico,
della Madonna del Carmine, e di San Francesco, e nei
vari palazzi come quello Caroli, Fanelli, Maggi, Motulese
e Ancona. Ma l’influsso Barocco non pervase solo
i luoghi sacri e i palazzi nobiliari, bensì coinvolse
diversi strati della popolazione e anche piccoli proprietari
ed artigiani ornarono le loro modeste dimore con portali
e ricercate cornici. Ancora oggi, passeggiando negli
stretti vicoli del centro storico di Martina
Franca è ancora possibile respirare
quell’aria Barocca e scoprire piccoli capolavori
dietro ogni angolo. |
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I seguenti sono
due itinerari che vi guideranno attraverso Martina
Franca per aiutarVi
a scoprire le sue parti più rilevanti dal punto
di vista artistico/culturale ed architettonico.
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Primo
Itinerario:
1)Piazza XX Settembre (Arco di St. Stefano)
2)Piazza Roma (Palazzi Nardelli, Ducale, Martucci)
3)Via St. Rosa, Via Masaniello (Campanile della Chiesa
di San Martino) Via Stabile(Palazzo Stabile)
Piazza Plebiscito( Chiesa di St. Martino), Torre Civica,
antico Palazzo del Comune)
4)Piazza Immacolata (Portici arch. D. Conversano)
5)Via C. Cavour (Palazzo Torricella, Palazzo Magli,
Palazzo Motolese) |
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Secondo
Itinerario:
1)
Piazza Immacolata, Via G. Garibaldi, Via Principe
Umberto (Palazzo Motulese, Chiesa di
St. Domenico), Arco Casavola (Palazzo Marino Motulese)
2) Vico P. Umberto, Via C. Colombo (Chiesa di San
Nicola), Via Ghibellini, Via G. Mazzini,
(Palazzo Marinosci, Palazzo Gioia), Via M;acchiavelli
(Casa Ancona), Via Orfanelli (Casa
Cappellari), Via Cappelletti, Via Pergolesi (Chiesa
del Carmine), Via Donizetti, Piazza
M. Pagano (Chiesa di St. Francesco) |
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